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Ex Chiesa di San Francesco

 

La Chiesa di San Francesco sorgeva un tempo tra via Palestro e viale Carducci, a ridosso di piazza Acquaderni e a pochi passi dalla piazza XX Settembre.


Fu distrutta dalle truppe tedesche nel 1944 e non fu più ricostruita.


Le notizie che sono state raccolte su questa chiesa sono state pubblicate nel corso di una mostra realizzata nel 1985 a seguito degli scavi archeologici eseguiti in occasione della costruzione, su questa area, di un edificio privato.


Scopo delle mostra e della relativa pubblicazione era di offrire un contributo alle conoscenze del patrimonio storico-archeologico del territorio castellano.


La realizzazione è stata resa possibile anche grazie all'aiuto di privati cittadini che hanno contribuito in diverse maniere alle operazioni di scavo, nonché alla sensibilità e alla fattiva collaborazione dimostrata dalla ditta costruttrice.


Il complesso architettonico della ex chiesa risaliva alla prima metà del 1600 e sorgeva, sembra, sui resti di una cappella dedicata ai P.P.M.M. Osservanti, edificata nel 1521.


A partire dal 1810, anno di chiusura della chiesa, il fabbricato passò ad uso civile, con la realizzazione di una serie di alloggi, fino al 1944, quando venne minato e fatto saltare dalle truppe tedesche.


Negli ultimi decenni, fino al settembre 1985, l'area divenne un piazzale adibito al parcheggio di autoveicoli, delimitato ad est dal viale Carducci, a nord dall'edificio delle suore e a sud dal palazzo Malvasia.


Nel 1985 iniziarono i lavori per una nuova edificazione ad uso residenziale sull'area e pertanto la Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna, in collaborazione con il Gruppo per la Valorizzazione della Valle del Sillaro, si rese disponibile ad effettuare un controllo preventivo sugli  scavi operati dalla ditta costruttrice, in quanto si riteneva potessero emergere alcuni elementi interessanti della chiesa.


Poco dopo l'inizio dei lavori, affiorarono alcuni elementi della struttura della chiesa, e in particolare le fondamenta della parte meridionale dell'abside, alcuni frammenti di intonaco, un piede di una statua raffigurante probabilmente un bambino, la base di una colonnetta.

 

Discreto è stato il numero dei pezzi di materiale ceramico coevo all'insediamento religioso. Gli scavi hanno portato anche alla luce le antiche mura di cinta di Castello, costruite nel 1199, nonché una parte di camminamento a ciottoli e mattoni, sormontato da una volta. Grazie all'interessamento della Soprintendenza ai Monumenti, parte delle mura sono state conservate visibili al pubblico.


Il 5 novembre 1985 la ditta costruttrice praticò una trincea, in prossimità dell'edificio delle Suore Visitandine, della lunghezza di una ventina di metri, larga 2 metri e profonda 3. I lavori sezionarono tre grossi doli e scoprirono due tronconi di muro formati da mattoni sesquipedali.
Erano materiali romani! I primi scoperti nel centro storico di Castel San Pietro Terme.


Da qui iniziò un'indagine sistematica per riportare alla luce tutti i resti di tale periodo, diretta dalla Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna ed effettuata dei membri del "Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali della valle del Sillaro". Dopo la pausa invernale, la ditta costruttrice riprese i lavori di sbancamento di tutta l'area. All'inizio della primavera 1986 venne recuperato il dolio "C" scoperto nella parte sud della trincea, poi seguì la scoperta e il recupero del dolio "D" che risultava per buona parte tagliato da un muro della Chiesa.


Venne così alla luce un deposito di grandi frammenti di doli, un cumulo di terreno e mattoni fortemente arrossati dal fuoco che fecero pensare all'esistenza di una fornace o di un grosso focolare. Infatti, poco distante, si scoprì una banchina di forma semicircolare formata da frammenti di laterizi e di vasellame.
Sul limite ovest un focolare costituito con sesquipedali (mattoni) e da un mattone semicircolare da colonna.


Fu inoltre portato alla luce un muro di delimitazione e terrazzamento con contrafforti dell'area lavorativa costruiti da sesquipedali anche manubriati e enbrici piatti (tegole).
In un'ulteriore zona emerse un'area a forma semicircolare costituita da laterizi e ciottoli. A est una probabile base di pilastro costruito con sesquipedali ed embrici piatti.


Un'altra importante scoperta riguardò una probabile discarica con notevole quantità di rifiuti, fra cui frammenti di vasellame di uso domestico, di varie dimensioni, resti di pasto, laterizi, mattonelle esagonali e rettangolari.


Superando un complesso di cantine di un edificio moderno, si arrivò ad una doppia struttura muraria costituita da sesquipedali ed embrici piatti.


Si giunse infine al ritrovamento di una serie di sesquipedali posti al disotto delle mura di cinta ed a una serie di embrici piatti posti al disotto delle mura di cinta.

 

Indirizzo: Via Palestro - 40024 Castel San Pietro Terme (BO)

Come arrivare

Come arrivare a Castel San Pietro Terme

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Ultimo aggiornamento: 17-04-2015