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Chiesa dei Frati Cappuccini

 

Da alcune centinaia d'anni, e più precisamente dal 1628, il convento e la chiesa dei Frati Cappuccini costituiscono un preciso punto di riferimento per castellani e visitatori, anche se attualmente il convento è stato chiuso e la presenza dei frati è limitata alle giornate festive ed ai fine settimana.


In tempi remoti il convento non era l'unico presente in città: esistevano infatti un convento dei frati Agostiniani ed uno dei frati Minori Osservanti, dei quali si sono perse pian piano le tracce.


La costruzione del Convento e della chiesa fu autorizzata dalla Santa Sede nel 1624, su un terreno donato ai Cappuccini dai Conti Pompeo Ramazzotti e Anton Galeazzo Malvasia in un'area molto vicina alla cerchia muraria di Castel San Pietro, lungo la strada che conduce a Firenze attraverso la valle del Sillaro.
Con varie donazioni e lasciti, fu quindi realizzato il primo complesso, dotato anche di un ampio orto coltivato dagli stessi frati.


Il convento fu poi restaurato e sistemato ulteriormente nel 1692, nel 1745 e nel 1779 in occasione del un forte terremoto che colpì l'intera zona.


Un'altra energica ristrutturazione fu eseguita nel 1818, quando il convento fu restituito ai frati, dopo la soppressione del periodo napoleonico, avvenuta nel 1805.


Negli anni dal 1931 al 1939 furono eseguiti nuovamente lavori di risistemazione e di ampliamento del convento, mentre ulteriori lavori furono realizzati nel 1967.


La chiesa, sorta assieme al Convento, era formata da un'unica navata, con un solo altare, sul quale in origine fu posto un quadro raffigurante la Madonna degli Angeli, alla quale fu aggiunta una immagine di Santa Giuliana de Banzi, nobile bolognese.


Col passare del tempo l'immagine della Madonna fu tolta e quindi la chiesa fu dedicata a Sant'Antonio da Padova e a Santa Giuliana de Banzi, la cui famiglia, piuttosto facoltosa e proprietaria di terreni e case anche a Castel San Pietro, portò grandi benefici all'intero complesso religioso.


In momenti successivi furono poi realizzate tre cappelle, una dedicata a San Giuseppe e San Felice, una al Crocifisso ed una a Sant'Antonio, mentre un corposo restauro fu realizzato nel 1902.
In questa chiesa viene venerata da secoli anche la Beata Vergine della Speranza, alla quale fu dedicata un'apposita cappella, con momenti di preghiera in tutto l'anno, che culminano nella tradizionale festa che si tiene a inizio giugno.


All'interno della chiesa sono presenti anche alcune tombe di personaggi e religiosi famosi, tra cui il Conte Pompeo Ramazzotti, il Conte Antonio Galeazzo Malvasia, il Principe Galeotto Pico della Mirandola, P. Gianfrancesco Tagliasecchi e P. Leone Alberici.


Un grave incendio, nella settimana santa del 1966, distrusse il prezioso quadro della Madonna della Speranza, e tutto quanto era contenuto nella cappella, danneggiando anche in maniera notevole l'intera chiesa.


Con un'opera di restauro di notevole importanza, la chiesa in meno di un anno fu risistemata, grazie al contributo di numerosi cittadini e di altri conventi della Provincia, mentre l'immagine della Madonna fu fedelmente riprodotta da un artista locale.


Del convento va segnalato anche il suggestivo chiostro, nel quale vi si tengano iniziative musicali estive, e la ricca biblioteca, con testi di una certa importanza, anche se le note vicende storiche legate soprattutto al periodo napoleonico l'hanno forse impoverita di una parte dei testi più importanti.

 

Indirizzo: Via Viara, 10 - 40024 Castel San Pietro Terme (BO)

Orario feriale: Per visite accordarsi con il custode. Santa messa al sabato ore 18.00
Orario festivo: Sante messe alle ore 10.00 ed alle ore 12.00
Tariffe: Ingresso gratuito

Come arrivare

Come arrivare a Castel San Pietro Terme

 

La chiesa si trova accanto all'Antico Convento, a poche decine di metri dal centro storico castellano, sulla via Viara che conduce al cimitero. Dalla SS.9 via Emilia, seguire le indicazioni per lo stadio comunale o Sassoleone.

Altre notizie

Da visitare, nel periodo di Natale, il suggestivo Presepe meccanico, opera di numerosi volontari castellani.

Per informazioni

Tel.: +39 051 948511

Fax: +39 051 948511

Ultimo aggiornamento: 17-04-2015