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Garganelli di Imola

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Garganelli di Imola
Garganelli di Imola

Leggenda e tradizione vogliono che la preparazione dei garganelli sia nata per caso, ad opera di una cuoca che lavorava nelle cucine del cardinale Cornelio Bentivoglio (1668 - 1732, della celebre famiglia che esercitò, con alterne vicende dal 1401 al 1512, la signoria su Bologna).

La  cuoca stava preparando dei cappelletti o tortellini, ma che, essendo rimasta priva del ripieno (pare mangiato da un animale domestico), aveva pensato di utilizzare quegli strumenti, che erano a portata di mano, per conformare i quadratini della sfoglia in altro modo e poterli così presentare e servire nel brodo di cappone già pronto.

 

Non si sa se, a questa cuoca, si debba far risalire anche l’attribuzione del nome di “garganelli” che deriva dalla forma che assumono - rigati trasversalmente - che li fa assomigliare ad una trachea - in particolare a quella del pollo, cui era facilmente paragonabile, per chi aveva pratica di cucina - che deriva dal termine latino tardo “gargăla” (trachea) trasposto in forma semidialettale (vedi anche l’italiano: bere a garganella).

 

Pare che quella cuoca abbia riscosso un grande successo, tanto che la preparazione si diffuse rapidamente, ma nella più economica forma “asciutta” (dato che il cappone e il relativo brodo non erano alla portata di tutti), conditi poi con vari ragù, per preparare i quali era possibile utilizzare scarti e avanzi, molto più economici.

 

Difficoltà: difficile

Tempo di preparazione: 1 h 30 min.

 

Ingredienti (per 4 porzioni): 400 g di sfoglia da tagliatelle tirata a mano e abbastanza grossa, 70 g di prosciutto dolce tagliato a dadolini, 70 g di piselli bolliti in acqua con un pizzico di bicarbonato di sodio e immediatamente passati in acqua ben fredda, 3 peperoni rossi dolci pelati e tagliati a dadolini, ¼ di l di crema di latte, 30 g di burro di panna, 100 g di parmigiano reggiano grattugiato.

 

Preparazione: Tagliare la sfoglia a quadretti regolari con lato di 3 cm. circa, arrotolare ciascuno di essi, partendo da una punta, attorno ad un bastoncino di forma cilindrica non più grosso di una matita e passarlo su un pettine da tessitore. Ultimata la preparazione dei garganelli, che avranno la forma di “piccole penne rigate”, lasciarli asciugare per qualche ora. Fare rosolare per pochi secondi a fuoco dolce il prosciutto con il burro entro una padella a bordi bassi. Aggiungere la crema di latte, i piselli, i peperoni e lasciar cuocere, sempre a fuoco dolce, fino a quando non giungerà ad ebollizione; togliere dal fuoco e tenere al caldo. Cuocere i garganelli al dente in abbondante acqua salata, scolarli accuratamente e versarli dentro la salsa preparata in precedenza, amalgamare il tutto con l’aggiunta del parmigiano e suddividere in fondine individuali ben calde. Servire subito.

(da “A tavola al San Domenico” di Gianluigi Morini – Ed. Rizzoli 1982)

 

Utensili: Matterello, rotella tagliapasta, apposito attrezzo per i garganelli (pettine e bastoncino), pentola, tagliere, padella, cucchiaio di legno, coltello.

Come arrivare nella località
Ultimo aggiornamento: 11-03-2015